"Un libro era per Tereza il segno di riconoscimento di una fratellanza segreta. Contro il mondo della volgarità che la circondava, essa aveva infatti un’unica difesa: i libri che prendeva in prestito alla biblioteca comunale […] le offrivano la possibilità di una fuga immaginaria da quella vita, […] ma avevano significato per lei anche in quanto oggetti. Le piaceva passeggiare per strada con dei libri sotto il braccio. Essi rappresentavano per lei ciò che il bastone da passeggio rappresentava per un dandy. La distinguevano dagli altri."
— Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere.
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