timeless horizons
signorinalunastorta:

“Io dichiaro di non saperne assolutamente nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare, come pure mi fanno pensare i puntini neri che rappresentano sulle carte geografiche città e villaggi. Perché, mi dico io, i punti luminosi del firmamento ci dovrebbero essere meno accessibili dei punti neri della carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare a Tarascon oppure a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella.” Vincent Van Gogh, da una lettera del 1888 al fratello Theo.
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“Io dichiaro di non saperne assolutamente nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare, come pure mi fanno pensare i puntini neri che rappresentano sulle carte geografiche città e villaggi. Perché, mi dico io, i punti luminosi del firmamento ci dovrebbero essere meno accessibili dei punti neri della carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare a Tarascon oppure a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella.” Vincent Van Gogh, da una lettera del 1888 al fratello Theo.
"Si addormentava con il cuore ai piedi del letto, come un animale domestico che non faceva parte di lui. E ogni mattina si svegliava con il cuore di nuovo nel forziere della sua gabbia toracica, divenuto un po’ più greve, un po’ più debole, ma ancora in grado di pompare sangue. E a metà pomeriggio era di nuovo sopraffatto dal desiderio di essere altrove, di essere un altro, di essere un altro altrove."

Ogni cosa è illuminata. (via signorinalunastorta)

signorinalunastorta:

A questo punto, si ricordò, aveva posato la testa nel grembo della signora Ramsay e si era messa a ridere, a ridere, a ridere in modo quasi isterico al pensiero della signora Ramsay che governava con calma imperturbabile destini che non riusciva neppure a comprendere. (…) Era saggezza? Era esperienza? O, ancora una volta, era l’inganno della bellezza, la trappola d’oro in cui le percezioni, a mezza strada dalla verità, si impigliano? O era un segreto che serrava dentro di sé, un segreto che evidentemente tutti hanno, pensò Lily Briscoe, se il mondo continua a esistere? Non tutti vivevano così alla rinfusa, alla giornata. come faceva lei. Seduta per terra, abbracciata stretta alle ginocchia della signora Ramsay, (…) aveva immaginato che nelle camere della mente e del cuore della donna (…) stessero custodite, come il tesoro nelle tombe dei re, tavole di scritti sacri, che a saperle leggere le avrebbero insegnato tutto, ma mai sarebbero state esibite apertamente, mai rese pubbliche. Che arte ci voleva, nota soltanto all’amore o all’astuzia, per penetrare in quelle stanze segrete? Che stratagemma, per fondersi inestricabilmente, come l’acqua che si versa in una brocca, con l’oggetto che si adora? E il corpo poteva farcela, o era la mente che insidiosa si sarebbe infiltrata negli intricati labirinti del cervello? O il cuore? L’amore, come lo chiamava la gente, avrebbe potuto fare di lei e della signora Ramsay una cosa sola? Perché non era la conoscenza, ma l’unità che Lily desiderava, non le iscrizioni sulle tavole, niente che potesse essere scritto in una lingua qualsiasi, nota agli uomini, ma l’intimità stessa desiderava, che è conoscenza - pensò, appoggiando la testa sulle ginocchia della signora Ramsay.”

(Al faro, Virginia Woolf)

"La bellezza è un mondo tradito. […] Se la vogliamo trovare dobbiamo strappare la tela del fondale."

L’insostenibile leggerezza dell’essere.

"Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l’amore) dall’altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza. — Milan Kundera."

L’insostenibile leggerezza dell’essere.

"In Europa la bellezza è sempre stata premeditata. C’è sempre stata un’intenzione estetica e un progetto a lungo termine. […] La bellezza di New York ha una base completamente diversa. E’ sorta senza intenzione da parte dell’uomo, un po’ come una grotta di stalattiti. Forme in sé brutte si trovano per caso, senza un piano, in ambienti così incredibili che di colpo brillano di una poesia magica. M. Kundera."

L’insostenibile leggerezza dell’essere.

"In Boemia i cimiteri assomigliano a giardini. Le tombe sono coperte di erba e di fuori variopinti. Le lapidi modeste si perdono nel verde del fogliame. Quando fa buio, il cimitero è pieno di candeline accese, come se i morti stessero organizzando un ballo infantile. SÌ, un ballo infantile, perché i morti sono innocenti come bambini. Anche quando la vita era piena di crudeltà, nei cimiteri regnava sempre la pace. Anche durante la guerra, anche con Hitler, con Stalin, con tutte le occupazioni. Quando lei si sentiva triste, prendeva la macchina e andava lontano, fuori da Praga, a passeggiare in uno di quei cimiteri di campagna che le piacevano. Quei cimiteri, sullo sfondo di colline azzurre, erano belli come una ninnananna."

L’insostenibile leggerezza dell’essere.

"Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa. Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso."

L’insostenibile leggerezza dell’essere, Milan Kundera

"Aveva un desiderio terribile di dirgli, come la più banale delle donne: non lasciarmi, tienimi con te, domami, soggiogami, sii forte! Ma erano parole che non poteva né sapeva pronunciare. Quando l’ebbe sciolto dall’abbraccio, disse soltanto: «Come sono felice di essere con te.» Con il suo carattere riservato, era il massimo che potesse dire."

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere.

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